Claudio Visconti De Padua – Tristezza
Gli parlavo col cuore, ma non poteva ascoltarmi: il suo era solo un muscolo che batteva!
Gli parlavo col cuore, ma non poteva ascoltarmi: il suo era solo un muscolo che batteva!
Anche a cavallo di un precipizio è possibile magnificare la bellezza della vita!
Vorresti aggrapparti ai tuoi sogni ma forse non basta. Forse ci vuole tempo e a volte nemmeno quello basta.
Ci sono storie importanti che svaniscono depredando un po’ ciò che era la tua anima.
Dai suoi occhi un arcana magia fui colto in un inaspettato bagliore tanto da indurmi ad esserne imprigionato. Le cose che lessi nelle sue pupille parlavano di me, di noi, c’era scritto tutto il nostro destino.
Sento il cielo cadere, così forte, così prepotente. Cade e non lascia nulla, nessuna lacrima solca il mio viso, troppe ne hanno versate i miei occhi, troppe volte si sono nascoste nella notte. Ora non vogliono scendere, sembra che nemmeno la luna riesca a sciogliere questo vuoto che sento dentro. Meglio così. Questo dolore così lancinante può uccidermi, e loro? Quelle stille si conficcano direttamente dentro l’anima, unico posto da dove non potranno più uscire, pronte a ricordarmi che è meglio il vuoto e la solitudine al morire. Ora vorrei solo saper distinguere se sono morta e quella che ho vissuto fin’ora non sia stato un incubo di vita.
Perché le mie ansie e le mie paure evaporavano dall’anima come piccole gocce di rugiada esposte al fuoco di un bacio!