Cleonice Parisi – Cielo
Nella nursery del cielo ogni bimbo nasce nero, e se al mondo vuol mandarlo deve prima candeggiarlo, ma se scappa dal bucato, qualche bimbo appena nato poi ti nasce colorato.
Nella nursery del cielo ogni bimbo nasce nero, e se al mondo vuol mandarlo deve prima candeggiarlo, ma se scappa dal bucato, qualche bimbo appena nato poi ti nasce colorato.
Ma intanto la noce [una noce di nuvola, è detto prima] aveva partorito e svolto il più nero e feroce nembo che si vedesse da un pezzo in qua. Parve che si avventasse direttamente sul campanile, unico desto in quella vasta calura pomeridiana sprovveduta, per soffocarvi la squilla. Ma lì fu respinto, inzeppato su sé medesimo come un furioso che venga a scontrar la corsa e la rabbia su due saldi pugni. Di steso ch’era, crescente ad aduggiar cielo e terra, ribollì come la risacca del mare, rifluì e impennò il suo precipizio in una colonna da sfondare il firmamento.
Non si discute con gli irragionevoli e disposti a tutto, i figli di Dio. Appartengono a Dio, alla malvagità senza nome. Il bene non discute con il male, perché tutte le verità già si conoscono, esistono già nelle persone, perino nelle cose inanimate. Semmai è Dio che deve trovare in sé il coraggio, l’imparzialità e la divinità necessarie per uscire dal casino dove adesso si trova a causa della maledizione che ha scagliato, per possedere, per soddisfare l’invidia del figlio Cristo. Per costruire l’infinito, dando a questo universo uno spirito che non può reggere, abbattendo la Torre di Babele di oggi, ossia qualcuno che custodiva in sé verità che potevano mettere in discussione la sua giustizia. Questa torre non aveva più di lui, ma era matematicamente e obiettivamente, senza vanità, di più. Dio deve sempre togliere agli altri lo spirito che lui e i suoi non hanno, e costruire lo splendore del suo universo. Salvare dalla vanità è la maschera degli dèi, degli angeli, i maghi del tempo. Il Padre, il serpente, avrebbe potuto salvarsi da questo infinito scandaloso, limitato, dimostrare di essere, anche andando contro di loro, contro il suo sangue e le ombre, contro la parte peggiore di Lui che lo specchio dell’anima gli rimanda. Ma ovviamente non può farlo, e non può pretendere che lo faccia qualcun altro al suo posto. Ogni essere vivente, incluso l’Onnipotente, deve affrontare, prima o poi, i demoni peggiori in assoluto, i propri.
Ogni Domenica il battezzato partecipa al banchetto dell’eternità, mangiando il Pane di Vita e bevendo al Calice della Salvezza eterna.
Una stella che brilla, non s’abbisogna di ciel per rifulgere, il buio del mondo le farà da sfondo.
Mi piace osservare in silenzio il cielo, perché nel suo infinito sguardo riesco a pronunciare parole che nessun amore è capace di comprendere.Se parlo al cielo è perché mi ascolta con gli occhi e, se lontano vedo una stella, so che nulla è stato detto invano.
Quando la stupidità mette le ali, il cielo si oscura.