Hanif Kureishi – Comportamento
Le parole sono azioni e fanno accadere le cose. Una volta che sono uscite dalla bocca non puoi più farle rientrare e qualcosa di irrevocabile sarà accaduto.
Le parole sono azioni e fanno accadere le cose. Una volta che sono uscite dalla bocca non puoi più farle rientrare e qualcosa di irrevocabile sarà accaduto.
Non vivere l’oggi su ciò che vorresti e non puoi avere ma su ciò che hai, senza mai darlo per scontato.
Se vuoi prendermi, fallo per quello che sono, non per quello che sembro.
Quando pensiamo di donare il silenzio ad una persona che ci ha voluto del bene o che ci ha amato, dobbiamo sempre tenere in considerazione che lo possiamo uccidere.
Iniziare un litigio è come aprire una diga, prima che la lite si esasperi, troncala.
Nel finger d’esser “pro”, ed esser invero palesemente “contro”, diritto non ti darà ad alcuno sconto in un intelligente confronto.
Il ridicolo è un atteggiamento di sfida: dobbiamo ridere in faccia alla tragedia, alla sfortuna e alla nostra impotenza contro le forze della natura, se non vogliamo impazzire.
L’intelligenza, una grandissima dote molto pesante da sostenere, a volte persino da accettare, talmente pesante che a volte si ha l’esigenza di sentirsi stupidi.
La commiserazione di alcuni uomini non può essere consolazione per gli altri.
Non fidarti di colui che paga i tuoi conti, perché vuole solo comprarti e noi non siamo certo della merce in vendita.
L’Attenzione è un fiume in corsa,che non conosce mai sosta,se a te la vuoi trattenere,mai ti dovrai sedere,e lungo il fiume in corsa,correre senza sosta.
La gioventù è un passo, nel coglierne il fiore, scansane il sasso.Inizia presto ad aver cura di te stesso.
Il problema è che se voglio capire se mi guardi negli occhi, devo guardarti prima io, negli occhi.
Mi insegnarono che l’educazione alimenta il rispetto.Eppure, nel corso degli anni, ho conosciuto molta gente che educatamente svolgeva il più stretto digiuno.
Abbracciarsi come il mare alla terra, come l’aria alla pelle…
Il maestro disse: “Non mi affliggo che gli altri non mi riconoscano. Mi affliggo di non riconoscere gli altri”.
La franchezza è una strada erta. Ma resta l’unica percorribile. Forse una grazia, forse una condanna.