Livia Cassemiro – Comportamento
L’ignoranza bussa ovunque. Cretino è chi le apre la porta!
L’ignoranza bussa ovunque. Cretino è chi le apre la porta!
L’uomo aveva una posizione di predominio sulla natura, ma non da nemico. Oggi è cambiato, rischia di autoescludersi dal cosmo, perché non rispetta più la natura. Se non conosci il bosco, come fai a conoscere te stesso?
Non bastano due parole spese bene per farti riguadagnare stima, ma ne basta soltanto una spesa molto male per fartela perdere.
Pensare troppo fa del male, esagerare ancora di più, come si fa a non pensare? per questo non ho idea sarebbe meglio senza di loro sopratutto senza i pensieri negativi, circolano nel cervello come le cellule nel nostro corpo, si abituano a stare qua lo fanno come un lavoro di cortesia, il pensar troppo ti invecchia presto ti si vedono le rughe attorno agli occhi, ti perdi nel buio e non vedi nessuna luce che ti porta altrove, sei disorientato non ti va di fare nulla, pensi di continuo e smetti di pensare alla tua esistenza, non hai via di fuga ormai ci sei dentro, non si possono ostacolare i momenti brutti con quelli belli, tutto grigio nessun colore tutto nero in nessuna parte si vede la parte bianca, sembra un labirinto in cui non riesci a trovare l’uscità, pensieri solo pensieri che travolgono la vita umana, pensar in positivo ti fa dare allegria che poi si mescolano con pensieri negativi e poi diventa una vera tragedia.
Crederci fino in fondo, contro ogni ragionevole dubbio, contro ogni matematica certezza, questo è la rotta che seguo, non so usare la bussola ma osservo il sole, le maree, le stelle e sento il vento.
La pace e la giustizia non sono sogni ma obiettivi realizzabili… progetti… ognuno di noi può realizzarli nella propria vita, con le proprie capacità, con la propria fede in ogni religione o in sé stesso… con il proprio colore, la propria scelta sessuale, la propria bandiera… soprattutto con il rispetto per sé stessi e per gli altri. La pace e la giustizia non è un compito che spetta agli alt… ri ma ognuno ha la propria responsabilità di non scegliere ciò che fa bene solo per sé ma scegliere ciò che è bene anche per gli altri, ciò che non lede gli altri… scegliamo di non fare compromessi con la nostra coscienza, non facciamo finta di non vedere… lasciamo questo mondo migliore e diamo l’esempio a chi ci sarà dopo di noi…
I malvagi possono fare molto male, a volte senza che il prossimo possa difendersi. Possono danneggiare le persone, calunniarle, rendere loro la vita impossibile. Ma una cosa non possono farla a meno che non venga loro permesso: far diventare gli altri come loro.
Volta pagina, fallo come se stessi sollevando un’incudine, ma pensa che una volta spostata sarai più leggera, non puoi rimanere sempre sulla stessa pagina, anche se quella pagina ti piace.
Se offendere, sminuire e ferire gratuitamente fanno certe persone stare meglio e le servono come terapia psicologica contro l’insoddisfazione e la frustrazione, allora sono contento per loro.
La virtù rende buono l’uomo e in modo costante.
Chi usa continenza è persona dabbene.
Le promesse sono da onorare.
Il futuro di noi tutti sono i bambini, la natura e l’ambiente. Mi chiedo come sarà questo futuro considerando che i bambini, la natura e l’ambiente sono quotidianamente maltrattati, violentati e abbandonati a se stessi. Le “parole” maltrattato, violentato e abbandonato abbinatele a vostro piacere alle “cose” bambino, natura e ambiente.
Come il vento distrugge e disperde i petali dei fiori, la gelosia distrugge e disperde i petali del cuore.
Se i nostri comportamenti saranno dettati dall’egoismo. Se lasceremo che la passione per le cose materiali, per tutto quello che ci gratifica facendoci sentire sazi e contenti senza riguardo alcuno per gli altri, allora la sorte prima o poi ci ripagherà con la stessa moneta.
Vado nell’ombra del granoturco lungo la prospettiva delle sue foglie stando al di qua delle cose, senza scrutare segreti spiragli senza cadere nell’acqua dal ponte senza sponde.
Abbracciati, ci sorprese la tempesta. I venti infuriarono, creando vortici impetuosi che ci travolsero e le nostre mani si allontanarono restando tese nella disperazione del distacco. Poi tornò il sereno.