Adolfo Coppola – Comportamento
Chi vive delle disgrazie altrui, a sua volta morirà disgraziato.
Chi vive delle disgrazie altrui, a sua volta morirà disgraziato.
Non ho più tempo per chi è ottusamente cieco da non vedere, e non ho più parole per chi è troppo sordo per ascoltare.
Mi chiamano cattiva quando non intendo più ascoltare le bugie della gente. Quelle parole di scuse pronunciate mille volte, ma mai sentite. Il pentimento finto di chi dopo pochi minuti già tornava a compiere determinati gesti e azioni. Felice e fiera di essere cattiva per voi ipocriti e falsi, ma vera e coerente nel mondo degli onesti!
Quando il pensiero sostituisce l’azione e le aspettative la gratificazione immediata, si rischia di perdere il contatto con il flusso della vita.
Chi pensa troppo, rischia di vivere immerso nella propria testa, in una sorta di realtà virtuale dove, per essere contenti, occorre che vengano soddisfatte delle condizioni precise.
Tutto ciò che semini adesso sboccerà domani.
Tremendamente diversa e lontana da determinate persone e atteggiamenti. Spiacente, ma non riesco ne a tollerarli né a comprenderli. Io non vivo di vanto e di perfezione, ma di pregi e difetti. Non vivo di vita altrui, ma della mia! E la mia vita, la mia persona, la mia dignità non si toccano!
Il mio tempo l’ho dedicato a troppe persone e molte di esse erano sbagliate. Oggi il mio tempo è più prezioso, va a chi merita e a chi sa guadagnarselo.
Non è sempre vero che chi ti lascia oggi ti rimpiange domani, io quando ho lasciato non ho avuto rimpianti. Decido per me stessa, per il mio bene e le mie scelte sono sempre ponderate. Certo, sbagliare è anche umano e può succedere, ma vivere nella speranza di essere il rimpianto di qualcuno non mi va, preferisco semplicemente vivere!
Nello specchio ognuno guarda ciò che vede di se stesso.
Stima profonda per chi è innocente e lotta per pararsi il culo, ma schifo profondo per i “paraculi”!
Doveva camminare, invece, pretese di correre. Inciampò, cadde a terra, rimase indietro. Eppure, bastava che camminasse.
Tante persone parlano, parlano, parlano, ma poi alla fine sono solo segnali di fumo indecifrabili.
Ascolto solo ciò che voglio sentire. Il resto è solo rumore.
Difficilmente permetto a qualcuno di far parte del mio cuore, ma non per cattiveria, ma perché ho imparato che molti sono dei fottutissimi Attori.
Quando le parole diventano esageratamente inutili, non rimane che un sincero e spontaneo “vaffanculo”. Non è molto, ma di sicuro sarà un “toccasana” per l’anima.
Se qualcuno ti considera come opzione, tu trattalo come priorità del tuo “vaffanculo”.