Reana Rondina – Comportamento
Certe persone si professano umane, fai l’errore di crederci e alla prima occasione ti azzannano alla gola.
Certe persone si professano umane, fai l’errore di crederci e alla prima occasione ti azzannano alla gola.
Non me ne frega niente di decisioni o di essere pronto a chissà cosa! Volevo aiutarlo e l’ho aiutato! Non ti va bene?
Chi conosce la sofferenza evita qualsiasi forma di male, a differenza di chi cerca qualsiasi pretesto per creare scompigli e inutili discussioni.
Lascia stare chi ti critica sempre, lo fa solo per mascherare il suo difetto: l’invidia.
Se a volte parlo difficile è perché penso facile.
Esiste il credere, il voler bene e l’accontentarsi. Poi esiste il fidarsi, l’amare e l’essere felici, ma questa è un’altra storia.
Dì ad un uomo che non vale niente… resterà impassibile. Fa capire allo stesso uomo che ha grandi potenzialità… non si fermerà più.
In principio, siamo tutti inesperti. Per diventare dei campioni bisogna allenarsi.
Sono nata caparbia, abituata a prendermi ciò che voglio, sempre! Ho pazienza da vendere, ci tento e ci ritento fino in fondo nelle cose alle quali credo, ma riesco a capire quando il gioco non vale più l’attesa; arrivare a gettare la spugna per una con un carattere come il mio il cui termine impossibile non esiste nel vocabolario, vuol dire che sono arrivata proprio al limite.
La libertà più bella è poter scegliere come vivere, cosa essere e cosa diventare. La persona a cui non piace il nostro modo di essere può alzare i tacchi e andarsene, perché chi sa essere se stesso fino in fondo sia nel bene che nel male non cambierà mai, né per convenienza, né per comodità.
Iniziamo a pensare che non siamo noi a perderci, ma gli altri che non hanno saputo apprezzare la nostra bontà, la nostra onestà e la nostra sensibilità d’animo.
Il ragazzo che tu chiami ciccione, adesso è a dieta. La ragazza che tu chiami troia, adesso non ha amici. La donna a cui dai della vecchia, adesso si trucca ogni mattina per sembrare più giovane. L’uomo a cui dai dell’inutile, adesso ha il cuore pieno di cicatrici.
Quando sei giovane, sei stupido. Fai cose insensate. Me lo sono fatto quando avevo 14 anni. Stavo in prigione per non ricordo cosa. Avrei potuto farmelo togliere, ma perché? È il mio segno di riconoscimento. Le persone mi fermano e mi dicono: “Lasciami guardare la tua mano”.
Il luogo più affollato che conosca è il cimitero delle promesse. Adottatene almeno una perché dietro di essa si nasconde timidamente la speranza di qualcun altro.
Devi capire che ognuno ha diritto di dire ciò che pensa, che ha il diritto di fare ciò che sente. Devi comprendere che ognuno ha i suoi problemi, i suoi momenti e i suoi difetti. Devi ascoltare senza giudicare, devi comprendere ciò che ti viene detto e anche se non lo condividi lo devi accettare. Tutto questo si chiama rispetto. Certo… Ma la domanda è: “Quando sono io a voler essere capita e a volermi avvalere del diritto di poter dire cosa penso e fare ciò che sento!? Oppure quella che sbaglia perché come tutti dotata di difetti. E quando sta a me essere ascolta e compresa… Dove cazzo sta questa fatidica cosa chiamata” rispetto”!?
Certamente sei meglio di tanti disonesti, tu almeno non hai fatto tradimenti.
e con la mano esanime chiamarmi a sé parea.