Arturo Donadoni – Comportamento
Perdonami, se il dito ha coperto la luna che volevo mostrarti.
Perdonami, se il dito ha coperto la luna che volevo mostrarti.
La vita è come una giostra: i brutti ricordi, come i belli, le persone cattive, come le buone, prima o poi ritornano. Solo che le cattive persone si travestono con un bel costumino di ipocrisia: prima distruggono poi fanno la parte dei buoni, ma sulla giostra non è rimasto nessuno con cui scusarsi! I pentimenti tardivi non sono credibili!
Non confondere “amare qualcuno” con “necessità di qualcuno”.
Se hai un cuore d’oro, stai lontano dai furfanti!
Perché scrivo? Semplice, la carta non sta lì a dirmi che cosa devo fare!
Quando un branco di lupi non riesce a trovare più prede, a far bottino, ad azzannare e nutrirsi, quando un branco di lupi perde il proprio territorio di caccia, le tane, la forza, reagisce massacrando il più debole del branco. Si nutre della propria carne. Gli uomini-lupi fanno allo stesso modo, sacrificano chi gli è vicino per sentirsi forti. E scelgono il più debole. Così recuperano controllo e potere. Ma tra gli uomini accade che proprio il sacrificio del più debole risvegli chi se ne stava in disparte, indifferente o impaurito. Il suo sangue nutre loro più dei lupi che lo hanno divorato. Il 15 settembre un branco di lupi affamati si aggira per Brancaccio senz’altra meta che la fame.
La spiaggia è il punto di frizione fra terra e mare, su quel confine i bambini e i loro padri costruiscono castelli minacciati dall’onda. Allo stesso modo un labbro spaccato è il punto di scontro tra sottomissione e verità. Non avrà mai fine la strana guerra con cui la violenza tenta di opprimere la verità. La violenza fa ogni sforzo per abbatterla, spazzarla via, annichilirla, e tuttavia non riesce a far altro che rafforzare la resistenza. Di contro la verità la aizza come fosse un cane rabbioso. In natura quando una forza ne combatte un’altra, la maggiore distrugge la minore, ma violenza e verità non possono nulla l’una sull’altra.
L’apparenza parla, l’appartenenza trasmette.
I sentieri nascono grazie al cuore grande di pochi uomini, che possiedono il coraggio di calpestare l’ignoto.
Niente mai tormenterà più un uomo come un forse detto da una donna.
Non penso di essere un tipo molto intelligente. Ogni qualvolta litigo con qualcuno subito dopo mi vien da ridere.
Vittimismo è un aggettivo molto scadente, ma quasi sempre presente nell’ideologia di chi si sente onnipotente.
Per quanto sofferte e pesanti, le nostre sconfitte sorrido alle ingiustizie. Potranno fermarci senza mai raggiungerci, potranno ferirci senza mai ucciderci, arriveremo primi alla vittoria, prima ancora, che loro trovino la strada per partire.
Non voltare mai le spalle alla luce o vedrai solo la tua ombra.
Pur avendo un solo stomaco ci atteggiamo a supremi ruminanti.
Vogliamo fare viaggi nei sogni, nella mente degli altri e nei cuori, quando non sappiamo viaggiare nemmeno in noi stessi.
“Pregiudizio” vuol dire affacciarsi alla finestra, in un giorno di nebbia, e disprezzare l’orizzonte.