Daniela Arisci – Angelo
Niente potrà farti così tanto male come il dolore di chi non c’è più.
Niente potrà farti così tanto male come il dolore di chi non c’è più.
Basta aprire gli occhi la mattina e vederlo: e li vicino a me più umano che mai, ma comunque un angelo.
Il braccio di un angelo non potrà strapparmi alla tomba, ma legioni d’angeli non potranno…
Sempre in bilico tra esistere e non esistere, tra amare e non amare, tra volare…
Angelo, angelo, angelo. Perché diavolo la chiamano così. Quella lì non aveva timor di Dio come l’angelo del tempio. Era una sanguisuga, un abominio, una piaga della città, proprio come le piaghe che infliggeva alle sue vittime, che non guariscono più.
Si dice che chi sa far felici gli altri è un Santo. Alora è forse questo l’arduo compito degli angeli?
È stato solo un angelo che ha sfiorato le mie labbra.