Daniela Aspa – Tristezza
Estirpare il dolore la dove esiste, immetterci dentro la dolcezza emanata dagli occhi di un bambino. Liberarsi così dai fili contorti con cui la vita ci imprigiona.
Estirpare il dolore la dove esiste, immetterci dentro la dolcezza emanata dagli occhi di un bambino. Liberarsi così dai fili contorti con cui la vita ci imprigiona.
E mi nascondo dietro finti sorrisi, mostro felicità che non provo, fingo una serenità che non ho, un allegria che mi manca. Mi vanto di un coraggio inesistente, continuo a recitare la mia parte, come unica ed assoluta protagonista di una vita, che è solo una finzione!
Vago nel cielo e il vento mi sfiora… Vorrei che svanisse la mia tristezza… Che il pensiero di te smettesse di tormentarmi… Ma sembra quasi che non voglia abbandonarmi… E cosi la mia vita è un inferno… Un inferno di dolore… Una vita senza senso… Ma so che ce la farò… E quando questo accadrà tu per me sarai solo un ricordo nascosto, ormai dimenticato… Per sempre…
Quando il cuore diventa pietra non basta il sole a scaldarlo.
Chissà perché anche gli esseri che si credono intelligenti e sensibili, si soffermano sempre sul’effetto…
Conservare il dolore di vecchie ferite è estenuante e faticoso.
Non facciamo o diciamo cose che in assoluto si rivelano perfette, indiscutibili. Se ci rendessimo conto del fatto che siamo umani, se ci ricordassimo che l’imperfezione è stata preceduta da tantissime cose anche se imperfette fatte col cuore, forse, vivremmo pensando meno gli attimi che non vorremmo vivere e poseremo la nostra attenzione su ciò che vivremo.