Daniele Alessandro – Scienza e tecnologia
Meglio vivere un solo attimo, un piccolissimo momento di puro amore con una persona lontana migliaia di chilometri, che mille attimi con una persona vicina che non si ama veramente.
Meglio vivere un solo attimo, un piccolissimo momento di puro amore con una persona lontana migliaia di chilometri, che mille attimi con una persona vicina che non si ama veramente.
Per fortuna i dieci comandamenti non tengono conto dei peccati che le nuove tecnologie ci offrono.
Il trillare del telefono dovrebbe essere più intelligente.Un crescendo in nove squilli dal soave al fastidiosetto.Al decimo, sempre, 140 decibel esplicativi al “chiamante”…Vaffanculo, non rispondo!
Trovo triste che oramai la vita si possa controllare da un telefono; controllare le proprie amicizie, controllare le proprie relazioni, controllare il proprio lavoro, controllare qualsiasi cosa. Purtroppo un giorno, poi, sarà lui che controllerà noi.
Non lasciatevi irretire quando vi dicono che c’è un pianeta lontano 150 milioni d’anni luce con la stessa conformazione della terra, quando teorizzano sul 15esimo satellite di Saturno, Titano, forme di vita nelle profondità dei ghiacci.Tutto è basato su calcoli matematici che hanno la stessa valenza cognitiva di quando si scrisse l’Apocalisse sostenendo che la Terra era piatta.
L’algebra è ricca nella forma, ma povera nel significato.
La tecnologia obbliga gli uomini a prendere atto della propria stupidità. È il paradosso dell’antico Sapiens Sapiens. Più ha saputo dominare i suoi procedimenti mentali, più ha saputo concretizzarli in strumenti raffinatissimi per la soluzione di problemi astrusi, più ha scoperto la sua voglia irrefrenabile di servirsene per soddisfare pulsioni sempre più scollegate dal “controllo corticale”. Per usare una pietosa parafrasi.