Daniele De Patre – Comportamento
Non seguirmi troppo, potresti perderti.
Non seguirmi troppo, potresti perderti.
La parola della lingua italiana più difficile da pronunziare e collocare giustamente è “io”.
Rido, scherzo, sembro sempre allegra e spensierata, non mi piace essere compatita e cercata per essere consolata, mi piace dare sempre l’impressione di quella che se ne fotte di tutto e tutti, metto solo una maschera per proteggermi e per non far preoccupare chi ho vicino e solo io sò cosa ho dentro, correndo anche il rischio di essere giudicata, ma lo accetto e vado avanti, perché chi giudica dall’apparenza conoscendomi vuol dire che non ha capito nulla di come sono fatta, e per me può andare a quel paese.
Il rumore dei miei pensieri mi estranea da tutto, il ricordo di ciò che è stato unito alla consapevolezza che mai più sarà. L’illusione stava nei miei occhi o davvero è stato e poi è svanito? Non so ma mi manca il batticuore e la voce che trema. Sognavo e poi mi hai svegliata.
Cogliere l’attimo… la frenesia del quotidiano spesso non lascia il tempo di cogliere un fiore prima che sbocci, così che perdiamo l’essenza del suo profumo.
Rendete visibile quello che, senza di voi, forse non potrebbe mai essere visto.
Continui a camminare e ti accorgi di essere rimasto nel profondo un bambino, come se nulla fosse cambiato dal tuo primo vagito affacciato sul mondo. Ancora oggi passi di fronte ai fatti della vita con manine tese a voler prendere e dare, e con gioiosi occhi stupefatti, indifesi e soli.