Daniele De Patre – Silenzio
Cerchiamo le cose eclatanti, di far rumore, di salire sul pulpito, e non ci accorgiamo che spesso basta restare in silenzio per ottenere di più.
Cerchiamo le cose eclatanti, di far rumore, di salire sul pulpito, e non ci accorgiamo che spesso basta restare in silenzio per ottenere di più.
Se la schiettezza è sinonimo di solitudine, allora aspiro a diventare eremita.
Non comprendo quando c’è una strada ben delineata, l’obiettivo ben chiaro, e invece di puntare dritto alla meta, si percorrono altre vie. Sarà superficialità, distrazione, oppure c’è dell’altro? C’è, c’è.
A volte il silenzio diventa un arma fatale per svegliare una reazione sulle persone, ma chi si chiude nel proprio silenzio non ha capito che nella vita le parole “non dette” soffocano, e non ha capito neppure che Dio ci ha dato le parole per confrontarci e per definire la nostra propria posizione nel universo.
“C’è un francese, un tedesco, un italiano…”. Quand’ero ragazzino le barzellette che andavano per la maggiore iniziavano così. La morale? L’italiano era il più furbo di tutti. Oggi se dovessimo raccontare una barzelletta di questo genere, inizierebbe in maniera differente. Del tipo. “C’è un italiano… e tutti gli altri a prenderlo per i fondelli”.
Il silenzio per tanti anni, come la vita, non esiste.
Il mio silenzio lo conoscono in pochi, ma chi lo conosce ha capito l’importanza delle parole non dette.