Daniele De Patre – Stati d’Animo
Chi sta bene con se stesso, non teme la solitudine. Lui avanza comunque.
Chi sta bene con se stesso, non teme la solitudine. Lui avanza comunque.
Le delusioni e i dolori sono come la ruggine; deteriorano il cuore e nessuna chiave potrà mai forzarne la serratura.
Un bambino cieco dalla nascita non sa nemmeno di essere cieco finché non glielo dice qualcuno. Anche allora si crea un concetto perlopiù accademico di che cosa possa essere la cecità. Solo chi ha perduto la vista può averne un’idea chiara. Ben Hanscom ignorava il significato della solitudine, perché quella era da sempre l’unica dimensione della sua vita. Se la condizione fosse stata nuova o più localizzata, avrebbe potuto capire, ma la solitudine racchiudeva la sua vita e la travalicava.
Non bado più di tanto se alcuni nei miei riguardi usano la loro lingua velenosa da serpenti, perché io come un’aquila posso sempre volare, la gente viscida può solo strisciare.
Tracannai mille liquidi colori, per obliare il nero. Ho un arcobaleno ubriaco che con passo malfermo si muove dentro di me.
Ogni tanto senti il bisogno di chiuderti la porta alle spalle, uscire di casa e camminare da sola. Non tanto perché è anche piacevole, a volte, farsi compagnia e bastarsi, quanto perché vuoi capire se sei capace ancora di farlo.
Vorrei perdermi tra le nuvole per sentirmi finalmente libero.