Daniele Retto – Cielo
Ti senti grande? Ti senti maestoso? Sei convinto di essere chissà chi? Guarda il cielo in una notte stellata, perditi nella sua immensità, poi cerca di rivedere le tue convinzioni!
Ti senti grande? Ti senti maestoso? Sei convinto di essere chissà chi? Guarda il cielo in una notte stellata, perditi nella sua immensità, poi cerca di rivedere le tue convinzioni!
Quanti volti ha un tramonto!? Infiniti!
Luna e stelle… un binomio luminoso per un cielo favoloso!
Amava sognare, volare… dormire sui prati fioriti del paradiso cullata dagli angeli.
Ed è a te notte che rivelo la mia anima, ed è a te giorno che rivelo i miei sogni.
Il Cielo! Coperchio nero della grande marmitta dove bolle l’impercettibile e vasta Umanità.
Non penso che Dio abbia alzato la sua mano con ira contro di me perché voleva salvare i suoi figli dai miei sogni. Essi non riguardavano né Lui né i suoi, ma solo chi li aveva sognati, per questo l’invidia di un padre che falsifica il merito, che ama i figli e per loro vuole le primizie. Dunque, erano la bellezza e la luminosità senza pari che hanno attirato gli angeli come mosche, per immetterle nel Mondo e raddoppiare la forza, la lucentezza dei sogni dei figli. In fondo, quello che fa girare l’universo, è la ciccia. Ma avere troppo, per la luce, ha i suoi lati distruttivi. Se questa Luce è immessa in un Mondo, si consuma nella vastità troppo grande di questa energia, diventa la malattia di cui esso morirà, in cui si replicherà, insieme ai creatori e agli angeli, a Dio e al Diavolo, che ne fanno parte.