Danny Kaye – Matrimonio
A Hollywood ogni tanto si sposa anche gente di fuori, poiché in città è ormai difficile trovare persone con le quali non si sia stati ancora sposati.
A Hollywood ogni tanto si sposa anche gente di fuori, poiché in città è ormai difficile trovare persone con le quali non si sia stati ancora sposati.
Ciao, lo sai che mi sono sposato? Dovrai scontare tanti peccati se così presto ti sei mortificato, io a tutto questo non sono ancora arrivato.
Nel matrimonio, l’amore si modifica, cambia significato, diventa un collante che spesso degenera in indifferente convivenza tra uomo e donna. Magari per questioni di convenienza economica.
Gli uomini sono aprile quando fanno all’amore, dicembre quando hanno sposato.
Molti giovani si scambiano promesse d’amore eterno. Dopo il matrimonio però, le cose cambiano radicalmente. Quasi i due terzi dei matrimoni che si celebrano in Italia, non superano il fatidico traguardo del settimo anno. Se a questi due terzi si aggiungono i matrimoni che, per vari motivi, non vengono sciolti, ma che di fatto esistono solo sulla carta; si può dedurre che matrimoni normali, e forse anche qualcuno felice, sono la minima parte. Venga allora preferito e sostenuto il celibato/nubilato. (Per bere un bicchiere di latte, non c’è bisogno di comprarsi una mucca).
Si giunge all’idea del matrimonio sulle ali inebrianti dell’innamoramento. A questo segue il dovere della rappresentazione sociale: il vestito, la cerimonia, le bomboniere, il ricevimento, la casa, il viaggio di nozze. E così uno o due anni volano via, con gli anni vola anche l’innamoramento e allora subentra negli sposi l’idea di aver preso una fregatura.
Ho letto in un libro “prima di legarvi finché morti non vi separi, conoscetevi a fondo”. Oggi al giorno d’oggi questo è possibile. Tutti sono più liberi. ” Questa osservazione sembra più che corretta, ma allora la domanda sorge spontanea, perché mai le famiglie durano sempre di meno?