Dany De Luca – Vita
La vita è una trascendenza del concreto incatenata a miseri battiti di un orologio.
La vita è una trascendenza del concreto incatenata a miseri battiti di un orologio.
Un’insegnante chiese agli scolari della sua prima elementare di disegnare qualcosa per cui sentissero di ringraziare il Signore. Pensò quanto poco di cui essere grati in realtà avessero questi bambini provenienti da quartieri poveri. Ma sapeva che quasi tutti avrebbero disegnato panettoni o tavole imbandite.L’insegnante fu colta di sorpresa dal disegno consegnato da Tino: una semplice mano disegnata in maniera infantile.Ma la mano di chi?La classe rimase affascinata dall’immagine astratta. “Secondo me è la mano di Dio che ci porta da mangiare” disse un bambino. “Un contadino” disse un altro, “perché alleva i polli e le patatine fritte”.Mentre gli altri erano al lavoro, l’insegnante si chinò sul banco di Tino e domandò di chi fosse la mano. “È la tua mano, maestra” mormorò il bambino.Si rammentò che tutte le sere prendeva per mano Tino, che era il più piccolo e lo accompagnava all’uscita. Lo faceva anche con altri bambini, ma per Tino voleva dire molto.Hai mai pensato al potere immenso delle tue mani?
La grandiosità della vita risiede principalmente nell’originalità ed irripetibilità di ogni sua forma espressiva: ognuna delle quali diversa e unica rispetto alle altre, ma tutte ugualmente importanti, preziose e degne di rispetto!
Si può amare e si può odiare, si può ridere o piangere, sperare o rassegnarsi, si può andare avanti o fermarsi, parlare o stare zitti, ma c’è solo una cosa per cui non abbiamo possibilità di scelta, vivere o morire.
Chi ispira le sue azioni arrendendosi all’altrui volontà, annullando le proprie, può forse costui rendersi veramente utile?
La virtù risplende nelle disgrazie.
Ciò che si dona non è mai perduto. Il donare è un desiderio del nostro cuore che rimane per sempre nell’anima degli altri.