Dario Pautasso – Paura & Coraggio
È sorprendente come spesso i timidi, e più genericamente gli introversi, vengano definiti altezzosi e superficiali, quando è in loro, inespresso e forzatamente segreto, il massimo grado di sensibilità.
È sorprendente come spesso i timidi, e più genericamente gli introversi, vengano definiti altezzosi e superficiali, quando è in loro, inespresso e forzatamente segreto, il massimo grado di sensibilità.
E se quelli che rimangono fossero sempre i peggiori?
Camminavo ansiosamente verso l’uscita. Non sapevo nemmeno da cosa stavo scappando. I tubi sul soffitto, vecchi almeno trent’anni, avevano delle perdite e sul pavimento si erano formate pozzanghere di acqua e ruggine. Il suono del mio piede che infrangeva l’acqua rimbombò per il lungo corridoio, ed ebbi paura. Iniziai a correre prima ancora che l’eco si fosse spento dietro di me, ma sapevo che era troppo tardi. Ad un tratto comparve lui: con il volto orrendamente sfregiato e gli occhi rossi, il sangue colava dalle sue dita e seppi, senza ombra di dubbio, che Jacob era morto.
Andare o restare? Quando restare significa soccombere senza nessuna possibilità di vittoria. E andare seppur con una resa onorevole significa vivere. Devi andare via, no è vigliaccherie ma è coraggio, di avere ancora la forza di scegliere, e tornare quando avrai ripreso forza e vigore. Si chiama spirito di sopravvivenza che prevale su tutto.
La paura è di tutti… il coraggio è di pochi.
Nel sempre non c’è certezza, nel mai non c’è paura.
Una delle sfide più difficili di questi tempi è riuscire a trovare tempo e coraggio di sfidare se stessi.