David Herbert Lawrence – Vita
Le città attirano in una palude più spesso di quanto non portino nel grande oceano della vita.
Le città attirano in una palude più spesso di quanto non portino nel grande oceano della vita.
Dobbiamo stare attenti a non portare con noi le nostre assuefazioni e i nostri preconcetti, altrimenti vedremo soltanto bruttezza. Vediamo ciò che noi proiettiamo.
Non perderò mai la stima di me stessa, amo troppo il mio modo di essere, il mio modo di vivere la vita, il mio avere dei valore che in pochi ormai hanno. Sò essere buona con chi lo merita ma anche cattiva con chi si mette sulla mia strada per farmi cadere.
Aiutare, amare, voler bene è un dono che Dio ha dato ad ognuno di noi. Dovremmo sfruttare sempre questo dono meraviglioso. Basterebbe guardarsi intorno, tutti abbiamo bisogno di dolcezza.
La nostra esistenza è un segreto che sta nel breve attimo in cui l’occhio si apre sul mondo e si chiude sull’eternità.
Sento ogni millimetro della mia pelle che vive, solo perché la mia anima mi avvolge.
Mi era stato detto di non cogliere le mele perché appartenevano non so bene a chi. Proprio per questo ne ho colta una e mi è piaciuto rubarla e l’ho addentata di nascosto e il sapore era così diverso dagli altri, così nuovo, quasi divino. E a quel punto, non so chi, mi ha detto che avrei partorito con dolore e che la mia vita non sarebbe stata facile, che avrei dovuto soffrire solo per mostrare la mia esistenza. E così è stato. Sempre in ombra, sempre comparsa, sempre figlia di un Dio minore. Strega, demonio e poi puttana: bruciata sui roghi dell’ignoranza, condannata da un credo cieco e deforme, additata da una società isolata nei sui limiti crudeli e abietti. E adesso sono qui, con la mia vita e con la mia mela in tasca che addento, ogni tanto e ogni morso è un passo avanti, ogni morso è una parte di me che esce fuori, con un sorriso. Firmato: una donna qualunque.