Delia Viscusi – Tristezza
Che bello il mare, nonna. Più lo guardo e più mi sembra di poter vivere all’infinito, peccato che tutto finisce.
Che bello il mare, nonna. Più lo guardo e più mi sembra di poter vivere all’infinito, peccato che tutto finisce.
Per te mi sono annullata. Ogni tuo desiderio era un ordine. Qualche sabato mi hai rimasta a piedi e ti ho sempre capito. Eri nervoso e per evitare litigi non facevo altro che coccolarti. E ora? Ora mi chiedo se ne è valsa la pena, la pena di averti dato tanto amore.
Cos’è la cattiveria? Cos’è l’odio? La risposta la trovi scritta in una lacrima.
Gli addii hanno sempre un retrogusto amaro.
Guardo le mie mani e sono maledettamente vuote. Quello che avrei voluto afferrare se n’è andato e il resto è scivolato via.
Non sono i segni del viso che ti parlano di me, ma le ferite che mi porto nel cuore.
Il mio mondo aveva gli occhi scuri di un uomo… poi i un giorno il mio mondo, si spostò per farmi cadere nel vuoto che nessuno avrebbe mai attutito. Ed io capii che se avessi visto chiaramente che quegli occhi neri potevano farmi cadere non avrei scelto mai di farne il mio mondo!