Diego Galdino – Tempi Moderni
[…] nati nella generazione del consumismo. È tutto usa e getta, persone incluse!
[…] nati nella generazione del consumismo. È tutto usa e getta, persone incluse!
È il contatto che ci manca in una società dove si predilige il rapporto virtuale. Entri in un luogo pubblico e, mentre sei lì che aspetti, son tutti ipnotizzati davanti allo schermo del proprio Iphone. Niente dialogo, scambio di battute, tutto un botta e risposta su Whatsapp, o interminabile interagire coi giochi sui social. Pare non abbiamo più nulla da raccontarci, da inventarci. Solo un copia incolla di link da mandarci, di frasi fatte, di messaggi brevi, magari inaccessibili come codici fiscali, musica da postare, ma il linguaggio è fermo. Trovandoci uno di fronte all’altro o in comitiva ognuno guarda il proprio cellulare, pare sia lui il protagonista di ogni conversazione, sia lui a parlare per noi, più di noi. È il contatto, quello di sguardi, di sorrisi, di discorsi, è il contatto che ci manca.
Tutti attaccati ai telefoni perché non siamo mai dove e con chi vorremmo essere.
Se la scuola uccide, fidatevi: è perché la quinta vi da il colpo di grazia.
Stamattina da una imbarcazione di fortuna oltre 200 profughi sono sbarcati in uno stato pietoso… L’Italia.
Per molte persone la facoltà di parlare più che un dono è da considerarsi una condanna.
La gente per conoscere cosa accade nel mondo dovrebbe muoversi, non guardare la home di Facebook.