Domenica Borghese – Felicità
Beata me, in quieta letizia.
Beata me, in quieta letizia.
Non te la prendere con Dio se le cose vanno male, ma con il male che esiste e che acceca la mente, il cuore e l’anima di chi lo serve. Se i ricconi del mondo sono egoisti e detengono il potere è per colpa del male. Dio ci ha donato tutto ciò che esiste in natura gratuitamente, sono coloro che servono mammona che hanno stabilito le leggi per cui ogni cosa ha un prezzo, sono loro che hanno stabilito chi deve arricchirsi condannando i poveri a diventare sempre più poveri. Non insultare il Padre Nostro che è nei cieli, né Gesù, egli è nato povero ed è morto povero, ma è ricco dell’Amore di Dio ed è risorto per la Sua Gloria.
La felicità è impegnativa quanto la ricchezza, tutti la perseguono, ma chi la conquista vive nel quotidiano timore di perderla. Giunti alla meta si perde la tonicità emotiva e quella rabbia positiva che davano respiro alla speranza. In porto si getta l’ancora, finendo per dimenticare le emozioni del vento in faccia.
Vuoi un po’ della mia felicità? Non l’ho comprata e non è in vendita.
Le esperienze della vita ti fanno arrivare ad un punto che la tua felicità diventa un obiettivo. Hai la sensazione che è in tuo potere e gli altri non possono più gestirla per te. Saranno tante le batoste che ti avranno regalato cicatrici ma da quei dolori potrai sventolare una bandiera no bianca ma piena dei colori preferiti, profumata da profumi forti e freschi, fatta dalla stoffa forte dura nuova delle consapevolezze.
La gioia tocca la nostra vita con un soffio di luce sul cuore, noi, con un pizzico di attenzione, possiamo incantarla nel tempo, breve fotografia della memoria dei sensi, trattenerla nell’animo e tracciare una mappa del luogo segreto dove conservarla con cura per non perderla mai. Prezioso tesoro, bouquet di raggi di sole, per illuminare i giorni oscuri e riscaldare le emozioni e i sentimenti.
La felicità, sono le braccia di chi ti stringe sul suo cuore.