Domenica Borghese – Nemico
Mi fido dei miei nemici dichiarati, almeno sono sinceri.
Mi fido dei miei nemici dichiarati, almeno sono sinceri.
Osservando le persone ho imparato ad ascoltare le parole che non hanno voce; quelle dei gesti, degli sguardi, dei sorrisi e delle lacrime.
Io non dimentico, e lascio in un angolo di me i torti ricevuti con inciso sopra il nome di chi li ha inflitti. Rancore!? No, io lo definirei di più un modo di mettere momentaneamente da una parte alcune cose, aspettando che la vita ti dia la possibilità di rispolverarle a dovere e renderle giustizia.
Stringi la mano al tuo nemico, se senti che non trasmette calore lascialo andare per la sua strada.
Si dimostra di sapere amare anche nel rispettare l’indifferenza e nel non abbattere quei muri…
A fanculo tutta la gente falsa e perbenista. E vada a quel paese pure quella parte di mondo che vive per se stessa. Non mi risparmierei due calci in culo a tutta quella gente che pretende e mai pensa a dare. A tutta quella che predica amore e sincerità, ma vive di cattiveria, augurando anche del male. A quella che dice di sapere quali siano le cose belle della vita, ma non ne parla mai e parla solo di te! Benedetta coerenza! Gente come questa lontana da me perché fate pena.
Le mie parole sono in viaggio, chissà chi incontreranno e da chi saranno ascoltate, capite e accolte. Dove mi porteranno non posso saperlo, ma sono nate e cresciute con amore in solitudine e silenzio.