Domenica Borghese – Speranza
Mi fido di chi ha aperto le sue braccia sulla croce e ancòra le apre per abbracciare l’umanità.
Mi fido di chi ha aperto le sue braccia sulla croce e ancòra le apre per abbracciare l’umanità.
Schegge svincolanti di volontà indipendenti.
Se conoscessimo veramente il nostro essere, scopriremmo che abbiamo due io: l’Io egoista e l’io altruista. L’Io egoista usa due specchi e non guarda oltre se stesso. L’io altruista apre la finestra, si guarda allo specchio e poi apre la porta ed esce da sé per andare incontro agli altri perché vede, ascolta, capisce e sceglie di superarsi; va oltre quell’Io riflesso, imprigionato tra due specchi. I sentimenti provengono dal cuore e si possono dominare con la ragione; noi abbiamo la libertà di scegliere i migliori, i più buoni, quelli giusti, e applicarli alla vita.
Le persone dimenticano il bene che hanno ricevuto e da chi lo hanno avuto, io dimentico le offese e i torti subiti pur senza dimenticarmi i nomi e i volti. Per dono, io perdòno, altrimenti i rapporti si pèrdono nella distruzione.
Niente festoni, niente albero né regali, niente presepe né altro; solamente la messa e una preghiera sincera che silenziosamente grida dal mio cuore al cielo. Il Natale lo vivo nell’intimità della mia fede in Gesù Cristo ogni giorno della mia vita.
Più che arrivare, auguriamoci di toccare un traguardo e ripartire sempre per costruire tante cose buone, ne abbiamo bisogno tutti in questo mondo perso.
La speranza è un radioso bagliore che si accende nell’anima per dare conforto ad altri cuori.