Domenica Borghese – Speranza
Mi fido di chi ha aperto le sue braccia sulla croce e ancòra le apre per abbracciare l’umanità.
Mi fido di chi ha aperto le sue braccia sulla croce e ancòra le apre per abbracciare l’umanità.
Alla massa di parole retoriche, senza senso né valore, preferisco il silenzio delle mie idee; immagini scritte su fogli bianchi con inchiostro nero indelebile, nate dall’amore tra solitudine e ascolto.
Non ho bisogno che qualcuno mi informi su cosa, chiunque sia, pensa di me; mi basta il modo in cui sono trattata, per capirlo io stessa.
Il talento appartiene all’umiltà; emerge nella solitudine che, in silenzio, ascolta la creatività e cresce col carisma della verità. Il talento autentico ama e va avanti, non si ferma con le inutili vanità né perde tempo dietro a porte chiuse ad aspettare che si aprano.
Io, forestiera in un paese che di buono mi ha donato solo pietre; le ho raccolte, ho costruito una scala e adesso la sto salendo, gradino dopo gradino, con me lascio salire solo chi le pietre non le lancia ma le usa per costruire qualcosa di buono, che sia più vicino al cielo e duri in eterno.
Così recita un detto: “quando due si vogliono nemmeno in tre o più riusciranno a dividerli”. Io penso che volersi è sinonimo si di volontà ma anche di possesso; quindi è come se si volesse a tutti i costi possedere qualcosa o qualcuno, e ciò è frutto di egoismo. Io invece credo questo: “quando due anime si amano veramente, nessuno potrà mai riuscire a dividerle”. Qualsiasi problema si risolve insieme, ogni scelta va valutata e fatta insieme, non è uno o l’altra che decide. Non lasciatevi scoraggiare da niente e nessuno, chi opera per la divisione fa del male, ma ancora peggio è scegliere di mollare voi due perché in quel caso non sono stati altri né gli ostacoli a dividervi ma la vostra volontà povera di vero amore.
È la speranza che ci mantiene vivi.