Domenica Borghese – Vita
Non voglio diventare una leggenda, preferisco essere capita come legenda.
Non voglio diventare una leggenda, preferisco essere capita come legenda.
Nella vita ci sarà sempre qualcuno o qualcosa per cui valga la pena di lottare e vivere, non sarà necessariamente bello o prezioso, ma per ognuno di noi avrà un valore inestimabile.
Ama come vorresti che ti amassero, condividi le gioie e i dispiaceri, piangi, confidati, arrabbiati, abbraccia, stringi, bacia, sorridi, trascorri tutto il tempo che puoi con chi ami, perché un giorno potresti rimpiangere di non averlo fatto.
Essere me stesso, ecco cosa voglio dalla vita, voglio vivere libero di essere me stesso sempre, comunque, dovunque, con chiunque.
Cos’è la vita se non un uscire dal guscio a razzolare nell’aia fino al giorno del ceppo? Solo che l’uomo è un animale razionale e vede l’ascia dall’inizio.
Il tempo: lenisce le pene, cicatrizza le ferite e non temporeggia mai con nessuno.
Se c’è una cosa che la vita mi ha insegnato è la tolleranza. Non intesa come accettazione di tutto ma come consapevolezza delle diversità fra individui. Quelle diversità che fanno di ognuno di noi un essere unico e insostituibile. Tolleranza verso un modo di parlare non perfetto, un modo di agire non sempre coerente e rispettoso. C’è una cosa che insegna più di altre a capire l’eccezionalità di questo vivere: il dolore. Perché niente cambia le prospettive e ridimensiona l’ego come un dolore, una perdita o una sconfitta. Perché la tolleranza nasce quando l’ego riprende la giusta dimensione e diventa salvaguardia di sé stessi e non prevaricazione.