D’Yzarn-Freissinet – Morte
Si dimentica presto la morte degli altri, per non dover pensare alla propria.
Si dimentica presto la morte degli altri, per non dover pensare alla propria.
Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe.
La morte è insieme la possibilità di ogni istante e l’impossibilità di ogni possibilità.
Gli Shinigami non fanno altro che risparmiare lavoro agli stolti uomini…
Ricordo mio nonno, un contadino: quando gli chiedevo “Cosa fai, nonno?”, rispondeva “aspetto la morte”. Per me non era mai una risposta tragica perché per lui aspettare la morte significava attrezzarsi, nell’ultima parte della vita, ad affrontarla con tutte le armi dell’uomo (lo scherno, l’ironia, la tristezza, l’amicizia, l’amore), ma mai ad esorcizzarla. Noi invece la dobbiamo esorcizzare con i nostri “gesti segreti” perché crediamo solo nei fatti. E di fronte al “fatto della morte”, che non si può controllare perché si è “assenti” nei riguardi di esso, possiamo solo fare scongiuri o “dare i numeri”.
Bruciato e schiacciato a morte in un bugliolo di zuppa. Ci saranno anche modi peggiori di morire. Ma non molti.
La morte dà riposo, quando arriva chiudi gli occhi e accontentati.