Elena Ortega – Stati d’Animo
Un suicida non è un folle, la vita è folle!
Un suicida non è un folle, la vita è folle!
Quando smetto di sentirmi libera, inizio a perdermi.
Ho mandato via molte persone che hanno saputo solo farmi male. Ho cercato di tenermi vicino solo quelle poche che per me meritavano davvero. Molte delle persone che ho lasciato dietro me resteranno comunque una parte importante e decisiva della mia vita.
Miliardi di occhi non vedono, quello che carezzi tu con un singolo sguardo.
Una preghiera inversa di voglie al contrario, con le richieste sottosopra, le mani giunte dietro alla schiena, il cuore a destra, bisogni superflui, poco esistenziali, spesso, biechi. Offro le spalle come saluto. Non mi genufletto e mi crocifiggo da sola. Espio. Confesso. Non mi assolvo. Mi faccio carne. Pietanza da divorare alla mercè di cannibali incontrati in strada. Ovunque. Rientro in me, monastica, nei chiostri rassicuranti della solitudine strutturale, in ritiro spirituale, sabbatico.
Spogliati dalle vesti della sofferenza. Respira l’essenza della vita, fai entrare un’aria nuova nel tuo cuore, riconquista la fiducia in te stesso e l’amore per le piccole cose e, pian piano, ti ritroverai ad essere parte del mondo.
Il perdono è un evento drammatico che reca in sé una rivoluzione spirituale, una conversione, sia per chi lo offre, sia per chi lo riceve: non può quindi essere un evento indolore.