Elena Usai – Stati d’Animo
Perché poi alla fine, siamo coinvolti dal nostro presente, non da ieri ne da domani.
Perché poi alla fine, siamo coinvolti dal nostro presente, non da ieri ne da domani.
Non voglio essere né diversa né uguale agli altri. Voglio solo poter essere me stessa.
Negli anfratti del tempo, spiragli di luce sono i ricordi più dolci.
Chissà cosa sente la foglia che si stacca dal ramo, benché le sue nervature apparissero salde nell’innesto, invece, guardarsi morire la speranza del verde ed arrivare alla secchezza dell’arido, inquietante, malaticcio giallognolo e tentennare nella sospensione del refolo che, sadico, pone in prospettiva lo schianto, ma perpetua il senso del precipitare nella stasi della vertigine. Aspiriamo al nitore degli approdi, delle definizioni perentorie dei verbi nella coniugazione d’un passato prossimo che ci faccia chiudere gli occhi in segno di rassegnazione, evitando il gerundio della paura. Sta cadendo.
Ora sono qui su questa strada, la mia serenità, non mi fermo per niente al mondo, se tu vuoi esserci sei il benvenuto sennò io non cambio rotta! Non posso permettermi di farlo e non voglio farlo! Non rinuncio a trovare la mia strada!
La notte è l’intima pausa fra un tramonto e un’alba.
A volte, è la solita strada quella che riserva le migliori sorprese.