Elena Usai – Verità e Menzogna
Meglio una bestemmia vera di una lode finta e bugiarda.
Meglio una bestemmia vera di una lode finta e bugiarda.
Nel paese di Betta la gente stende le orecchie su fili di vita altrui, esce la bocca dalla propria porta sbattendo tappeti di parole fuori casa sporcando con macchie di cattiveria i vestiti della vita d’altri.
Appena abbiamo perduto un difetto, eccone un altro che si affretta a sostituirlo. Il nostro equilibrio ha questo prezzo.
Tutto ciò che si costruisce sulla falsità è inevitabilmente destinato a finire sotto le macerie. Mi complimento con chi continua a interpretare il ruolo del protagonista pur sapendo di essere l’antagonista. La bontà, quando è falsa, ha il gusto di parole al miele, ma letali. Certi atteggiamenti e comportamenti sono tipici delle vipere. Diffido da chi non vuole o non sa decidere da che parte stare. Scelgo di allontanarmi piuttosto che stare in mezzo a muri di falsità e di ipocrisia, le cui crepe sono segni evidenti di un sicuro prossimo crollo.
Comunicare la verità è soffrire; se non soffri, infatti nemmeno comunichi la verità.
Ognuno è amico della sua patologia.
La amavo disperatamente e gioiosamente e glielo ripetevo sulle labbra, incastravo le mie parole tra le sue dita, le usavo come picconi per abbattere il muro di tristezza dietro al quale celava le sue inquietudini.