Elisabetta Barbara De Sanctis – Stati d’Animo
Mancanza. Una malattia che solo le tue labbra posson guarire.
Mancanza. Una malattia che solo le tue labbra posson guarire.
Vivo i giorni dell’attesa consapevole dell’ora che verrà.
E poi arrivano quei giorni il cui unico desiderio è stare con se stessi.
Mi annido nella tempesta. È così simile la mia voce allo schiantarsi della marea. Assale. Mi unisco alle fragilità del mondo, situandomi tra cocci e schegge, riversa tra le scaglie e le tessere dell’infinitamente piccolo. Il respiro si schiude come stoffe strappate oltre le cuciture che lasciano piovere, disobbedendo al sole e all’asciutto. Sfoggio la tristezza sulle onde che ripassano, dimentiche di acqua e del loro stesso movimento e ritornare verso l’alto è argento. Vivo. A malapena. Le risacche mi pèrdono. Il mio cuore ha messo in conto un perdòno silenzioso che non infastidirà nessuno. Con l’anima fuori misura, smisurata, addirittura. Mentre c’è chi cura la lontananza, io mi raccolgo e mi tengo vicina. Litri di bufera mi annegano. Mi ritiro nel mio ordine discreto.
È così breve la sbronza, e così lungo l’hangover.
Ho fatto un nodo alla speranza, l’ho legato stretto, molto stretto, se dovesse rimanere come l’ho voluto, domani sarà tuo, ma non sarà mai un semplice nodo, conterrà tutto il mio desiderio che il futuro sia migliore.
Essere di buon umore nonostante i problemi quotidiani è una vera prova di coraggio ma soprattutto di forza.