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Elisabetta Quaratino – Vita

Il passato è fatto di ricordi, il futuro è fatto di aspirazioni. Il presente è fatto di concretezza, non è astratto, è reale e può cancellare i ricordi e realizzare le aspirazioni, basta annullare il tempo e materializzarlo nel presente, basta viverlo.

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    La libertà di una persona sta nel poter essere sempre se stessa, sta nel poter dimostrare ciò che è anche se non viene apprezzata, è inutile voler cambiare una persona, non sarebbe più se stessa e si sentirebbe in gabbia, e questo porta troppo spesso a rovinare anche i rapporti più belli, in amore ed in amicizia le persone si accettano per come sono, altrimenti lasciamole libere.

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    A Milano, di notte, c’è il mare. È un mare di persone che, nascoste dall’oscurità, nuotano da un locale all’altro per pescare o per farsi pescare, un po’ esche, un po’ squali disinvolti e impacciati. È un mare di guai, nelle bische volanti di Piazza Tirana, dove un dado e una pallottola rimediano sempre un buco di troppo. È un mare in burrasca alla disperata, frenetica ricerca del divertimento prima che faccia giorno. È un mare di equivoci in cui i travestiti brasiliani si spacciano per ex ballerine Oba Oba, ostentando, anziché la voce delle sirene, baritonali listini dei prezzi. È un mare che a tratti può apparire deserto e ti sembra che non ci sia in giro nessuno, ma sai che è profondo come l’oceano e, come l’oceano, abitato. È un mare in cui potersi perderti se non ci fossero le luci dei locali aperti a farti da faro, se non ci fossero finestre illuminate anche in palazzi quasi completamente addormentati, come a dirti che a Milano le case dormono con un occhio solo. E poi ci sono i fari delle auto che dragano la città per mettere a fuoco una tentazione. I buchi dei dadi, dei proiettili, delle siringhe, delle narici da dove esce muco ed entra cocaina, i buchi del corpo umano eletti a custodi del piacere della carne. Da tutti questi buchi, di notte a Milano, fuoriesce l’acqua, da tutti questi buchi, al mattino, l’acqua rientra e nessuno ha il coraggio di ricordare che a Milano, di notte, c’è il mare.