Emanuela Bassoli – Stati d’Animo
Anche se il cuore batte non è detto che viviamo.
Anche se il cuore batte non è detto che viviamo.
Molte persone fanno di tutto per essere amate, stimate e notate e non riescono a ricevere i tanto sospirati consensi. Mentre esistono persone che anche senza far niente, dentro la loro umiltà e semplicità sono semprecercati e amati. Forse il segreto è proprio questo.
Meglio sempre una scioccante verità che una vita nell’oblio delle convinzioni di sapone…
Il perdono è una lingua sconosciuta, un atto di amore reazionario, l’emblema del potere emozionale, un urlo rivolto a una platea di animi sordi.
Passerà anche questa stazione senza far male, passerà questa pioggia sottile come passa il dolore.
La prima vera solitudine è la mancanza di se stessi.
Alla donna che sono, tolgo le mani di dosso di chi vuole grattarle via i segreti e derubarle i misteri e le confessioni fatte a notte fonda e sottovoce, tra anima ed agonia. Alla donna che sono, evito le intenzioni incapaci degli inesperti che la rendono ‘cosà sotto strati di oscenità, gettando sotto al letto la lettera scarlatta che l’è bruciata sul petto. Alla donna che sono, sottraggo i colori sbiaditi, adeguandoli alle sue iridi per arrivare, in un tuffo, alle pupille che si dilatano e si restringono a seconda di luce e buio. Alla donna che sono, regalo più carne e ossa per rivestire le ferite e camuffare le ammaccature, quelle morali e quelle vere di un tempo, inferte da mani violente e decido di farla vivere di sussurri e bisbigli, ché gli urli sono laceranti e l’hanno sempre spaventata. Alla donna che sono, do la possibilità di desiderare di nuovo e di fare l’amore come lo sapeva fare, perché… beh, sarebbe un peccato non farlo! Alla donna che sono, tolgo la taglia dalla testa, come fosse stata un’assassina ed invece, quella morta ammazzata è stata proprio lei. Alla donna che sono, dedico parole in poesia, sempre, ogni giorno, per ricordarle come viva con la sua testa.