Emanuele Parlati – Accontentarsi
Se mi chiedessero mille volte se lo rifarei risponderei novecentonovantanove volte sì. Alla millesima volta esiterei un istante è direi di nuovo sì.
Se mi chiedessero mille volte se lo rifarei risponderei novecentonovantanove volte sì. Alla millesima volta esiterei un istante è direi di nuovo sì.
Mi diverto a sporcare d’inchiostro le pagine bianche e mi credo… do solamente colore a un po di bianco.Ciò mi appaga.
Due linee parallele non s’incontreranno mai.Il miraggio che dona la prospettiva le illude che possano congiungersi.
Colui che vive sereno in una condizione qualunque non conosce ancora la natura della sua stessa anima. Anima errante, nella pace della sua ignoranza, non conoscerà se stesso.
Finché potrò aprirle e guardarne il delicato ricamo, finché potrò intrecciarle, giungerle, farle volare sopra ogni genere di adempimento, veloci e meccaniche, o lente e precise, incerte o sicure, snelle, nervose, tamburellanti, leggere… io potrò dire di avere una fortuna al mondo: Le mie mani.
Ali spezzate cercano il silenzio. Questo non vuol dire non adattarsi a ciò che ruota intorno, è solo essere stanchi di sentire troppe parole, e voler volare con la fantasia.
Il giorno “muore” lentamente solo per i pigri, gli indolenti, i nullafacenti; se, ti adoperi, per lasciare un’impronta, quel giorno vivrà “eternamente” in un gesto, uno scritto, un affetto.