Enrico Coraci – Felicità
La felicità si può inventare.
La felicità si può inventare.
La felicità si può possedere soltanto fino a che non si vede.
La ricerca della felicità è una impresa sconosciuta per l’essere d’oggi, ma solo realizzando l’integrità tra sé e l’immenso, la felicità fluisce da sola, non c’è nessuna ricerca utile e indispensabile, sii felice oggi, solo il presente ha tutto il potere di fare da questa ricerca un successo.
Conserva sempre quel sorriso che ti contraddistingue, sorridi anche a coloro che non sanno sorridere e vedrai che vedendoti verranno contagiati anche loro, perché il sorriso è felicità.
La tristezza trae le sue origini dalla felicità.
Ti innamori all’improvviso. E inizi a soffrire, a soffrire senza aver scelto. Così pensi e ripensi alla tua vita, che si brucia davanti i tuoi occhi. E il tempo scorre. Un giorno però ti svegli come una persona nuova. Puoi far tutto ciò che potevi fare prima. E ricordi di aver bruciato parte della tua vita a vuoto. Un vuoto pieno di un amore che ti ha cambiato. Che ti ha reso diverso. Un altro giorno però ti svegli, e ti innamori all’improvviso. Di nuovo.
La felicità in assoluto non esiste, abbiamo sempre mille preoccupazioni che si celano dietro l’angolo e quando crediamo che stiamo per fare l’ultimo scalino ne vediamo dinanzi a noi ancora duecento da salire e quando avremmo fatti quelli ne inventeremo altri duemila. L’uomo non si sentirà mai appagato in questa vita perché questa è la sua natura. “Le persone intelligente e assennate sanno da tempo che la felicità è come la salute: quando c’è l’abbiamo, non ci facciamo caso. Ma quando passano gli anni, allora sì che c’è la ricordiamo la felicità, eccome se c’è la ricordiamo! Ora capisco che il mondo non è di chi si alza presto, ma di colui che si alza felice di alzarsi.