Enrico Giuffrida – Viaggi e vacanze
La partenza è lo start del ristoro e dell’edificazione armoniosa dell’io.
La partenza è lo start del ristoro e dell’edificazione armoniosa dell’io.
Per viaggiare non per forza bisogna salire su un aereo o su un treno.Si può viaggiare stando fermi, con la fantasia.
Laddove l’ignoranza con arroganza urla, il silenzio, con eleganza istruisce.
Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.
Ci vuole arte nell’agire, comportandosi come un impermeabile ed è necessario apprendere il modo in cui riuscire ad ergere quello scudo protettivo per l’io interiore. Ci sono eventi o trattamenti ricevuti, che a volte risultano eccessivi o errati, che vanno inevitabilmente a modificare, a cambiare e a issare ulteriori paletti nella propria esistenza.
Una vita fa, ho fatto un viaggio verso l’ignoto e sono ritornata, accorgendomi che… in fondo ogni giorno che passa è un viaggio in sé.
I pensieri migliori li ho avuti mentre camminavo e non conosco pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata.