Enzo Di Maio – Stati d’Animo
Il passato è come una grande porta, puoi vedere cosa c”è dentro ma non potrai mai aprirla.
Il passato è come una grande porta, puoi vedere cosa c”è dentro ma non potrai mai aprirla.
Mi sento un mendicante che non chiede denari, ma elemosina amore.
Il male della depravazione svigorisce la convulsione di una debole ribellione e mortifica ogni senso. Fine dolosa la rassegnazione, oltre il confine l’assenza. Pensare il malessere significa essere il male, o comprenderlo bene.
Mi chiamano “testarda” solo perché sono determinata e tosta. Mi chiamano “bastarda” perché non perdono il male ricevuto, soprattutto quando arriva in modo gratuito. Mi chiamano “scontrosa” quando snobbo e ignoro persone che a mio avviso non sono degne della mia attenzione. Beh… chiamatemi come volete, tanto non solo non intendo cambiare, ma dei vostri appellativi e giudizi non me ne può fregar di meno!
La notte è la mia vita. La tranquillità è la mia casa. Il silenzio è la mia musica.
Io non so se dopo un giorno che muore, il vento giocherà ancora, tra gli steli sottili dei fiori, ma non si deve temere, il vento giocherà sempre, perché il vento non muore.
Se non vivi momenti brutti, come potrai mai goderti fino in fondo i momenti belli?