Eric Gentili – Arte
Compito dell’artista è scoprire la Bellezza e porla sopra un altare.
Compito dell’artista è scoprire la Bellezza e porla sopra un altare.
Nell’arte, abbastanza buono è l’ottimo.
Non ci deve essere un’arte staccata dalla vita: cose belle da guardare e cose brutte da usare.
Ogni esperienza artistica acquista valore nella sua temporaneità, il desiderio di possesso annulla qualsiasi possibilità di contemplazione estetica.
Non c’è niente di più soprannaturale dell’ispirazione.
A meno che un critico abbia il coraggio di lodarti senza riserve, io dico, ignoralo.
Se si parla di pittura sono d’obbligo Magritte, Permeke e, subordinatamente, Topor. Da evitare Picasso, e persino Pollok, forse anche Rauschenberg e Wahrol. Ammessi invece Kandinsky e Klee; semmai un patetico ricordo di Cy Twombly del periodo romano. Ottimo è, per l’Ottocento, confessare un debole per De Nittis e Boldini, persino per Michetti, e ovviamente per Fattori. Si va sempre bene ora con Boccioni, Balla, il primo Carrà. Fra gli scultori, con Moore non si sbaglia mai; glissare su Manzù e semmai ostentare una qualche nostalgia per Medardo Rosso. Se si parla di musica, evitare gli ovvi entusiasmi per Bach, Beethoven, Mozart; Debussy è sempre ottimamente quotato. Con Mahler si va sul sicuro. Ma Schonberg, la dodecafonia, e persino Nono sono argomenti rischiosi, meglio evitare. Ora si è invece tranquilli con Respighi. All’ovvio Verdi è sempre preferibile Donizetti, se non addirittura Puccini. Con Rossini non si sbaglia mai.