Erich Mendelsohn – Arte
Esistono senso e ragione ad occuparsi d’arte soltanto se si è come un ruscello montano, le cui acque sgorgano incessantemente con uno scrosciare che diviene la voce stessa del loro creatore.
Esistono senso e ragione ad occuparsi d’arte soltanto se si è come un ruscello montano, le cui acque sgorgano incessantemente con uno scrosciare che diviene la voce stessa del loro creatore.
L’arte non è una cosa di numeri e di compasso: è soggetta alle passioni, ai pregiudizi, alla voga del dì, alla influenza di alcune piccole circostanze estrinseche e materiali, e a due bisogni umani, che all’apparenza si contraddicono: il bisogno di stupirsi della novità e il bisogno di riposarsi nel consueto.
Nell’artista regna sempre un po’ del divino e un po’ di follia.
Noi siamo quia qualsiasi oratanto di merda ne dobbiamo mandare giùassonnatistanchicosa cambiala merda più merda, fa merda.
L’Arte è un continuo imparare, non si è mai “arrivati”… peccato che la vita sia così breve e si debba morire ancora tanto ignoranti.
Quando dipingi, la tua mente vola in ciò che stai creando.
Che beffa per gli artisti. Passare la vita cercando di farsi ricordare per quello che si vorrebbe essere ed essere ricordati da morti per quello che si è stati.