Erika Mancini – Stati d’Animo
Provo per attimi a nascondere a me stessa le emozioni che mi corrono dentro, i pensieri che si appropriano della mia mente, poi torno con lo sguardo al cielo e provo a respirare, impossibile non sentire.
Provo per attimi a nascondere a me stessa le emozioni che mi corrono dentro, i pensieri che si appropriano della mia mente, poi torno con lo sguardo al cielo e provo a respirare, impossibile non sentire.
E ho imparato troppo spesso a mie spese che se le cose vanno bene, vanno bene da subito. Non ho più tempo e voglia di rincorrere le persone o elemosinare attenzioni.
È regolare dire che se stai di merda io sto uguale.
Sono stufa e stanca di chiedere sempre scusa e quindi dico addio.
Desidero bere te, fino all’ultima goccia, mai sazia del tuo sapore intriso di quel profumo dolce ed inebriante che porta il tuo nome.
I miei silenzi sono colmi di rumori delle cose che ho vissuto.
Una preghiera inversa di voglie al contrario, con le richieste sottosopra, le mani giunte dietro alla schiena, il cuore a destra, bisogni superflui, poco esistenziali, spesso, biechi. Offro le spalle come saluto. Non mi genufletto e mi crocifiggo da sola. Espio. Confesso. Non mi assolvo. Mi faccio carne. Pietanza da divorare alla mercè di cannibali incontrati in strada. Ovunque. Rientro in me, monastica, nei chiostri rassicuranti della solitudine strutturale, in ritiro spirituale, sabbatico.