Ernest Hemingway – Libri
Non c’è nessun amico più leale di un libro.
Non c’è nessun amico più leale di un libro.
Non c’è al mondo popolo migliore o poggiore, più buono o più crudele. E chi li capisce? Non io, sennò perdonerei tutto. Capire e perdonare.
Pensavo che non mi avresti mai dimenticata e mi avresti riconosciuta tra mille persone, per quanto potessi cambiare.
“Il popolo cornuto era e cornuto resta: la differenza è che il fascismo appendeva una bandiera sola alle corna del popolo e la democrazia lascia che ognuno se l’appenda da sé, del colore che gli piace, alle proprie corna… Siamo al discorso di prima: non ci sono soltanto certi uomini a nascere cornuti, ci sono anche popoli interi; cornuti dall’antichità, una generazione appresso all’altra…”- Io non mi sento cornuto – disse il giovane-e nemmeno io. Ma noi, caro mio, camminiamo sulle corna degli altri: come se ballassimo…
Da sempre ho il vizio di usare foglie e fiori come segnalibro. Mi da la sensazione di fare in modo che i libri che leggo tornino un po’ alla loro origine. Che si sentano a casa loro.
I mortali non sono fatti per passeggiare tra le stelle […] il cielo non è un luogo per i mortali: siete troppo fragili.
Era sempre in ritardo, per principio, essendo una delle sue teorie che la puntualità è la ladra del tempo.