Ernesto Giacomo Parodi – Vita
La migliore maestra di vita è l’esperienza; ma arriva quando ormai è troppo tardi.
La migliore maestra di vita è l’esperienza; ma arriva quando ormai è troppo tardi.
La felicità è un sogno che bussa alle tue palpebre, mentre sai che il sonno è ancora lontano.
Non sempre, sono incline allo scherzo. È veritiero che, spesso, ho un’apparente, scontroso, aspetto. Ma, il mio timido silenzio, è dispensatore di tenere e premurose carezze.
Se la vita fosse il mare, se le sue onde fossero come il nostro battere del cuore e la sua spuma come i nostri giorni più frizzanti… ci fermeremmo a contemplarla?
Goditi l’intensità di ogni attimo.Vivi ogni giorno con la felicità.
La vita è difficile ed è difficile saperla affrontare, è difficile afferrare la felicità abbracciare l’amore senza ustionarsi. E saper affrontare e superare tutte le difficoltà senza ferirsi un po’ “è da pazzi” solo a pensarlo. Quindi tutti coloro che vi dicono “che non possono” perché hanno sofferto troppo e non vogliono ferirsi più, credetemi è perché non vogliono, perché infondo non gli interessa poi così tanto, stanno benissimo anche senza.
Vago, perso e misero, ricercatore di semplici aspetti ormai svaniti. Ricerca disperata la mia, vorrei un senso, vorrei vedere attraverso questo esistere, i volti… attraverso i quali sguardi riluce la semplicità di un’azione, che magari non ha motivazione di estraniarsi dal bene. Ricerco il mio essere uomo tra questi cocci di speranze, trovando solo maschere che in questa vita illusoria si affinano in anime che credono il loro agire sia giusto, eppure, il contorno, parla solo e in ogni occasione dell’Amore. Lo narra l’uccelletto che dinanzi all’alba gli dedica il suo melodioso canto, come il proclamare della rinascita in tutte le forme viventi, il loro moto è l’amore… non hanno pigrizie, il mare mai ferma il suo ondeggiare, mentre il giorno e la notte s’inseguono in un dolce conseguire. Noi in tutto questo che rappresentiamo? Chi siamo noi? Gli esseri eletti di Dio, i proclamatori di che cosa? Non abbiamo più passato, non abbiamo più nome, crediamo ma forse in realtà non siamo mai esistiti, perché in quella fede noi non figuriamo! Perché in Dio più non confidiamo.