Erving Goffman – Verità e Menzogna
La rappresentazione drammaturgica è rituale. Essa crea un senso di realtà condivisa.
La rappresentazione drammaturgica è rituale. Essa crea un senso di realtà condivisa.
Siamo tutti bravi a mentire, a lanciare sfide e provocazioni. Purtroppo spesso però non è questo che fa di te il migliore. Il migliore usa anche silenzio, intelligenza e aspetta il suo momento. Il migliore non parla e non provoca. Agisce!
A nessuno piace essere preso in giro, perciò siamo onesti e diciamo la verità, e se proprio non possiamo dirla, allora taciamo!
Nessuno di noi ha colpe. Ci gridiamo addosso verità e bugie, tentando di spiegare ciò che non si può più capire, questo amore è irraggiungibile, noi distanti eppur vicini. Non è colpa mia, non è colpa tua, mondi paralleli, distanti, irraggiungibili. Meglio una bugia ed allontanarti per sempre, prima che questo amore distrugga quei meravigliosi momenti che ci siamo regalati.
Ci è più di conforto ritenere che siamo una piccola evoluzione della scimmia che un tale decadimento degli angeli.
È più facile dire una bugia a fin di “bene” che raccontare una verità che “distrugge”.
La scaltrezza e l’avidità, rappresentano sempre la strada più facile, all’inizio. Pongono in situazioni di falsi ripari dalla legge che non ha incarnazioni, quindi da nemici inesistenti. L’onestà è la strada più ardua all’inizio, ma significa sempre vita e sopravvivenza. Scambiare l’apparenza delle due è una astuzia che appartiene alla prima direzione, quindi è dove fisicamente e mentalmente ci si trova a procedere.