Erving Goffman – Verità e Menzogna
La rappresentazione drammaturgica è rituale. Essa crea un senso di realtà condivisa.
La rappresentazione drammaturgica è rituale. Essa crea un senso di realtà condivisa.
Nelle bugie si nascondo molte verità, vero, senza dubbio, ma anche nelle così dette verità si nascondono molte bugie, spetta a noi capire e “vedere” e soprattutto “sentire”, non inseguire ciò che altri occhi vedono e parlano, ma seguire sentire e vedere quel che è reale, senza essere influenzati da altri, poiché guardare una cosa è molto diverso dal vederla, e sentirla, nell’anima!
Una prospettiva monoculare e quindi monodimensionale provoca errori ciclopici. Solo un pensiero che sappia tener conto dell’inevitabile partita doppia dei pro e dei contro, dei pregi e dei difetti, delle virtù e dei vizi, in un’analisi matriciale, comparativa, differenziale, può ridurre o evitare il grossolano sbaglio d’assolutizzare i casi o le ricorrenze singole e unilaterali.
Non possiamo ingannare la morte ma possiamo farle fare così tanta fatica che quando arriverà a prenderci saprà di avere ottenuto una vittoria altrettanto perfetta della nostra.
Ogni piccola ombra di gentilezza si diffonde nello spazio e nel tempo, influenzando vite del tutto sconosciute allo spirito generoso che aveva dato origine a quella eco positiva, perché la gentilezza si trasmette e cresce ogni volta che viene trasmessa, finché un semplice gesto di cortesia diventa, anni dopo e in luoghi lontani, un generoso atto di coraggio. Lo steso avviene con ogni piccola meschinità, ogni manifestazione di odio, ogni atto di malvagità.
Non mi fido di te, quindi ti credo.
In realtà, siamo tutti degli attori professionisti. E fingiamo così bene, soprattutto con noi stessi, da non accorgercene subito.