Fabio Ricci – Sogno
Perché vivere sognando una favola quando si può vivere una favola rendendola un sogno?
Perché vivere sognando una favola quando si può vivere una favola rendendola un sogno?
Non ho sogni nel cassetto, preferisco tenerci la biancheria.
Il sogno è un battito d’ala che raggiunge la stella più luminosa e bella e la deposita sul cuore come dono d’amore.
Per adesso si sogna un futuro migliore.
Tienti i sogni: i saggi non ne hanno di così belli come i pazzi!
Molti anni fa sognai Cristo, come viene rappresentato comunemente nelle immagini. Un volto da cui traspariva un odio e una ostilità inimmaginabili. Si diramavano da esso ostilità e morte, dai suoi occhi rivolti verso di me. Io ero molto giovane, ancora nella spensieratezza, non avevo idea chi fosse o da dove provenisse. Il signore della svastica stava di fronte ai miei pensieri con occhi di ghiaccio e fuoco. Mi odiava a tal punto da essere come un’ombra sulla mia vita, che il Bene tuttavia cercava di tenere lontano. Che alla fine riuscisse a ghermirmi, forse era inevitabile. L’istinto di sopravvivenza della terra e delle stelle non può fare più niente, solo impedire che al Male sia concesso di imperversare totalmente per diventare il padrone di tutta la vita oltre questo cielo, annientandola. Non per moralità inopportuna, ma per verità matematica, che gli angeli stessi usano e di cui dispongono.
Quando il buio riempie i miei occhi, la tua immagine, il tuo amore, mi illumina e riempie il mio cuore. È so tu dove sei nel mio cuore.