Fabrizio Benaglia – Libertà
Viaggia la tua vita nel modo in cui ritieni più giusto per te e la tua gente, seguendo il tuo istinto, il tuo spirito e la tua filosofia di vita. Ciò ti renderà libero.
Viaggia la tua vita nel modo in cui ritieni più giusto per te e la tua gente, seguendo il tuo istinto, il tuo spirito e la tua filosofia di vita. Ciò ti renderà libero.
La libertà degli stupidi è la prigione dei saggi.
Mentre andavo a fondo, affogando, ho lasciato la tua mano. Volevo liberarti, volevo salvarti. Ma ignoravo il fatto che tu non sapessi nuotare.
Tagliare i fili da ciò che ci rende stupidamente liberi ci fa capire di essere sempre marionette nelle nostre stesse mani.
Sentite sentinelle, se vi va di continuare a leggere (o far finta di leggere) libri, libretti e libricini “in piedi” per tutte le piazze d’Italia, andate avanti e continuate a farlo fino a non saper più come sedere. Ma mi raccomando, non fate del vostro abituale silenzio cinico e provocatorio una arma “pseudo-pacifica” per soffocare la voce di chi non la pensa come voi. Non ce la farete, neanche nei vostri assurdi e chimerici sogni quotidiani.
La libertà era un seme d’oro che un giorno Dio mise nel cuore dell’uomo. Da quel giorno, l’uomo ebbe il potere su se stesso e su ogni creatura di poter sciogliere ogni catena, ogni nodo e ogni barriera, se solo l’avesse desiderato. Quello stesso giorno un uccellino finì intrappolato in un rovo di spine. L’uomo, impietosito dal verso lamentoso del passerotto, lo afferrò con delicatezza liberandolo dalle acuminate spine che lo tenevano prigioniero. Dio, colpito da quella storia, donò un paio d’ali a tutti gli uccelli esistenti al mondo, affinché fossero in grado di salvarsi dai pericoli volando oltre gli ostacoli. E fu da allora che gli uccelli divennero per noi simbolo di sconfinata ed eterna libertà.
Andare sull’altalena e andare a cavallo dà lo stesso battito di euforia: si chiama libertà.