Fabrizio Del Vecchio – Figli e bambini
Dolce bambina tu non sei diversamente abile, poiché hai tanto amore da donare. Tu insegni al mondo intero il significato della parola “vivere”.
Dolce bambina tu non sei diversamente abile, poiché hai tanto amore da donare. Tu insegni al mondo intero il significato della parola “vivere”.
Il più bel regalo che l’uomo possa conoscere è il frutto della riproduzione della propria materia; i figli.Essi sono la panacea e il traguardo più significativo a cui ognuno può ambire; svegliarsi al mattino e sentire la pelle del corpo rabbrividire dalla meraviglia che la vista ci offre: i tratti, lo sguardo, il respiro, il corpo di ciò che l’uomo è capace di “creare”: il proprio figlio, la propria figlia come risultato di un concentrato d’amore disinteressato, candido, astrale, che supera la logica della ragione e che “dovrebbe pervadere ogni singolo centimetro della materia di cui siamo fatti” per entrare in assonanza con la frequenza della nostra creatura nel più bello dei viaggi che un genitore può affrontare con il frutto ed il significato della sua permanenza terrena: “il viaggio dell’amore”.
Sei un bambino, ma chi doveva proteggerti non lo ha fatto. Era consapevole che non eri in grado di difenderti dal male e dalle cattiverie dei grandi, ma ha preferito anteporre i suoi scopi, sapendo che avrebbe offeso la tua dignità e lasciato segni e ferite difficili da curare. Sappi amore mio che la mamma ci sarà sempre e che il suo amore per te nessuno lo potrà mai scalfire, nemmeno colui che ti ha promesso amore ma che in realtà ti ha ferito. Ricordati, la mamma ha un cuore grande ed il suo amore le permetterà di andare oltre ogni limite per proteggerti e amarti anche a costo di rovesciare questo mondo che non gira come dovrebbe.Ti amo tanto!
Chi segue i propri figli cammina loro dinanzi.
Quando io morirò, l’unica mia preoccupazione sarà quella di essere stato o no, per mia figlia, il padre che si aspettava.
Tutti i bambini devono avere un mondo che consegna loro un domani migliore.
I Bambini ed io siamo sulla stessa lunghezza d’onda, converso volentieri con loro perché non mi giudicano, non ne hanno bisogno, vogliono solo divertirsi un po’. Mi sento molto in collegamento con i bambini, li capisco, proprio perché da bambino ho rinunciato a molte cose. Quando entrano nella stanza mi si apre il cuore. Mi piace il rumore… mio Dio, sono così allegri!