Fanny Pala – Vita
La vita è una sola… assaporala con gusto!
La vita è una sola… assaporala con gusto!
Chissà perché la notte, come la gomma, è di un’infinita elasticità e morbidezza, mentre il mattino è così spietatamente affilato.
La vita è un vestito che si adatta ad ogni circostanza, ma se trascuri di abbinare i colori, ti marchierà a vita come un pezzente.
Puoi anche guardarci male, non ci causerai nessun problema perché non ce ne accorgeremo neanche. Puoi anche pensare di essere superiore, e lo sei, se è tutto quello in cui ambisci sei un grande, hai vinto. Puoi credere che siamo le menti pazze del mondo o che facciamo finta di essere alternativi per moda, ma non abbiamo nessun etichetta stampata sulla testa lo vedi? Puoi anche pensare che ci fermiamo troppo a pensare e che invece dovremmo fare più fatti, bravo, continua a correre tra le tue convinzioni che noi siamo talmente poveri che non ne abbiamo neanche una. Puoi anche pensare che non scrivo quello che penso, sei libero di farlo, non ti dirò nulla. Puoi anche pensare che forse è stupido leggere queste cose, perché non esistono, sono solo ricordi o desideri, nessuno ti caccerà. Puoi pensare qualsiasi cosa, qualsiasi cosa, sei libero di farlo, sul serio, ma non pensare che qualcuno ce l’abbia con te per tutto questo, qui ti sbaglieresti, te lo assicuro.
Alla fine di ogni giornata ci ritroviamo sempre a pensare ciò che ci capita giorno per giorno. Cerchiamo di non commettere gli errori già commessi in passato ma ricadiamo sempre nella stessa trappola. Diamo sempre fiducia a chi non merita quando poi la persona che non consideriamo egli merita la nostra stima e il nostro rispetto. Egli cerca sempre si esserti di aiuto senza chiederti nulla in cambio, ma egli non verrà mai calcolato perché verrà considerato come un passatempo e non un esempio da considerare nel corso delle nostre giornate interminabili.
Ti è stato affidato un ruolo importante nella vita, interpretare te stesso. In teoria semplicissimo, in pratica impossibile da portare a termine, dato che pochissimi ci provano, e i più passano la vita ad interpretare quella degli altri.
Sì, sono morto, sono tornato. Ho imboccato la luce, carezzava le membra nello stretto cunicolo lucente. Ho librato fuori dal tempo nella luce placato dall’ineluttabile destino. Scia di luce ch’è vita bisognosa di vita per vivere. Volevo abbracciarla migrare con lei nella pace. Il fondo non era chiaro un cerchio catramoso ribollente color pece maleodorante. Il mio volto in un gorgo sorride. È molto più chiara la falsità di quel sorriso che la luce divina. Indosso le ali d’angelo appena donatemi, fuggo dal sentiero lucente. Ho bisogno ancora d’un po’ di tempo.