Federica Bosco – Figli e bambini
Mio padre guardando il mio aereo aveva commentato “Speriamo regga!”.
Mio padre guardando il mio aereo aveva commentato “Speriamo regga!”.
Chi si trova costretto a lasciare un figlio o un genitore abbandona se stesso.
Da piccola mi chiedevo come sarei stata da “madre”; sono caduta nel mio sogno in tenera età. Adesso mi chiedo ancora come sarò da madre perché mi rendo conto che non impari mai ad esserlo fino in fondo; non sarò stata figlia abbastanza credo, oppure non ci sono ne madri “precarie”, ne madri “di ruolo”, e la vita? Sì, una scuola che non termina mai.
Ho assaporato la gioia di essere madre e credo di non poterla comparare con nessun’altra gioia provata nella vita. Quel sorriso, quell’abbraccio sarà sempre di un sapore diverso. Saprà spazzare via come nessun altro nuvole, lacrime e angosce. Quella manina tesa e stretta nella mia saprà dare a mio figlio quella sicurezza che gli serve per crescere e a me la gioia di essere riuscita a creare e a dar vita a qualcosa che sarà fondamentale nella vita di entrambi; il nostro legame… fatto di amicizia, amore, sincerità, rispetto e complicità!
Dedicata a quei bambini che non assaporano la vita, che non sanno cosa sia il Natale, che non vivono la pace della Pasqua, dedicata a quegli angeli che non si nutrono quando hanno fame e si dissetano quando trovano l’acqua. Dedicata a voi, prede di mosche e zanzare, vittime dell’indifferenza umana, che benché maltrattati, mal nutriti, portare nel cuore vivo il significato forte dell’amore di Dio. Siete l’esempio per il mondo intero.
Ci impegniamo a far capire ai nostri figli come fare per non cadere quando dovremmo preoccuparci di trasmettere loro l’importanza del sapersi rialzare.
Ogni bambino è l’inizio di un mosaico che l’uomo deve portare a termine. Un mosaico d’amore.