Federica Bosco – Vita
Non sarei mai stata grande abbastanza da rinunciare a sentirmi bambina.
Non sarei mai stata grande abbastanza da rinunciare a sentirmi bambina.
Per molti l’attesa è tempo perso, per me ha il valore di una conferma o una smentita, quello spazio dove le mille congetture sul ritardo possono rivelarsi enormi fregature o esaltanti riscontri.
Imparare ad essere sincero, leale, rispettoso, altruista, giusto. Imparare ad amare, imparare a vivere. Non è facile, ecco perché riescono in pochi. Proviamoci.
E adesso mi ritrovo qui a chiedere perdono a voi, persone splendide a cui vorrei dare la parte migliore di me e invece riesco a regalarvi soltanto i miei peggiori difetti.La vita è bella e meravigliosa ma ti fa stringere i denti ed io non sono in grado di farlo senza di voi.Per questo chiedo a Dio solo la forza per essere migliore, alla vita di darmi solo il meglio di sé, a voi solo di stare sempre al mio fianco.Forse sono un po’ esigente ma provo per voi un bene immenso e spero che vogliate accogliere queste mie “piccole” richieste come avete fatto finora.
C’è un unico rimedio per le cose malvagie:-lottare, sperare, vivere-Questo ho capitoe ne ho fatto un motto.Con esso tronco la debolezza.
Se c’è una cosa che la vita mi ha insegnato è la tolleranza. Non intesa come accettazione di tutto ma come consapevolezza delle diversità fra individui. Quelle diversità che fanno di ognuno di noi un essere unico e insostituibile. Tolleranza verso un modo di parlare non perfetto, un modo di agire non sempre coerente e rispettoso. C’è una cosa che insegna più di altre a capire l’eccezionalità di questo vivere: il dolore. Perché niente cambia le prospettive e ridimensiona l’ego come un dolore, una perdita o una sconfitta. Perché la tolleranza nasce quando l’ego riprende la giusta dimensione e diventa salvaguardia di sé stessi e non prevaricazione.
I tempi possono cambiare, ma ogni nonno può sedersi tranquillamente con qualsiasi membro della sua famiglia e dire onestamente: “Lo so. Lo capisco”.