Federico Bellandi – Vita
“Siamo troppo diversi, non poteva funzionare”. Se ancora non lo avete detto alla vita, la situazione non è poi così tragica.
“Siamo troppo diversi, non poteva funzionare”. Se ancora non lo avete detto alla vita, la situazione non è poi così tragica.
Se del buio porti diadema nelle tue parole ascolterai anatema.
Ognuno di noi appartiene all’onda del mare della vita.
A che ti serve stare con qualcuno se devi ogni giorno recitare la dolcezza?… Non c’è travestimento che possa nascondere a lungo l’amore dov’è. Né fingerlo dov’è. L’anima ha bisogno soprattutto della nostra spontaneità… allora secerne le sostanze della gioia di vivere, della cura di noi stessi.
La vita vive tutte le circostanze spiacevoli, raramente riesce a godere di qualche buona.
Queste mani, sono le mie insieme agli arti e il resto del corpo. È strano prendere consapevolezza del nostro essere particella di questo universo, come è strano pensare alla brevità del tempo in cui ci è concesso rimanere qui con queste forme se non avessi la certezza che c’è qualcos’altro oltre questa vita, di sicuro impazzirei.
Se si è coinvolti nella vita, la si vede poco chiaramente; la vista è oscurata dalle sofferenze, o dal godimento. L’artista, secondo me, è una mostruosità, qualcosa al di fuori della natura.