Federico García Lorca – Sogno
Mi sono seduto in una radura del tempo.
Mi sono seduto in una radura del tempo.
Non cerco di disintossicarmi dai sogni ma resto il folle di sempre con il privilegio di non dover indossare tutti i giorni della mia modesta vita, una maschera.
Seguite i vostri sogni, senza mai perdere di vista il percorso che porterà ad essi.
Chissà dove vanno a morire i sogni, quando non ci credi più.
Il mio sogno d’infanzia era di diventare una grande sognatrice. Beh! Non sono cresciuta tanto ma i miei sogni sono giganteschi. Il più grande però, è quello di tornare bambina.
Tra il silenzio e il buio della notte… la voce dei sogni si fa spazio.
Il giorno chiude i cancelli del tempo su questa realtà per permettere alla notte di apportare il sogno al nostro cuore. Notte di paure e di pensieri che non vanno via e l’anima stanca non vuole prendere il volo tra la sua immensità. I tuoi sorrisi tremano dentro di me, amore mio, non esiste il sogno che può colmare il tuo vuoto e questo desiderio è in un respiro che vola via, lontano da te, perdendosi tra le sinuosità di questa dolce fantasia.