Federico Illesi – Bacio
Ti mando un bacio exp bacio, insomma è come se fosse un n elevato alla n, e per n che tende a infinito… Insomma un bacissimo!
Ti mando un bacio exp bacio, insomma è come se fosse un n elevato alla n, e per n che tende a infinito… Insomma un bacissimo!
Non sono capace di fermarmi ad un solo bacio, desidero prenderti tra le mie braccia e stringerti forte a me.
Baci avuti facilmente, si dimenticano facilmente.
L’essenza che il tuo sapore lascia sulle mie labbra scorre attraverso i visceri del mio corpo e forgia contraendo ed espandendo, con ritmo forsennato, il ritmo del mio cuore; poi risale, per restituirtelo con forza nuova, entrando in completa sublimazione con le tue labbra, il tuo corpo, i tuoi visceri, il tuo cuore: per fondere i nostri corpi all’unisono della passione nella più unica e perdurante emozione che l’uomo conosca: l’amore…
Un bacio proibito brucia più del fuoco.
Ma più di ogni altra cosa – sia che ridesse o urlasse o semplicemente stesse lì, come ad aspettare – la bocca di Jun Rail. La bocca di Jun Rail non ti lasciava in pace. Ti trapanava la fantasia, semplicemente. Ti impiastricciava i pensieri. “Un giorno Dio disegnò la bocca di Jun Rail. È lì che gli venne quell’idea stramba del peccato”.
Così con un bacio… io muoio.